Storia ed evoluzione della presentazione: dai graffiti alla proiezione | parte 1

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Come si è evoluta la presentazione a partire da quando l’uomo è comparso sulla terra fino all’avvento dei primi strumenti di proiezione. 

Fin dalla preistoria ovvero, ancor prima che scoprisse l’alfabeto e la scrittura, l’uomo ha sempre sentito l’esigenza di lasciare impressa la propria storia e le proprie esperienze in svariate forme ed a seconda delle conoscenze e degli strumenti che aveva a disposizione.

Le forme e gli strumenti che hanno sostenuto l’evoluzione della presentazione sono il tema di questo articolo, con lo scopo di guidarvi alla scoperta delle pietre miliari che hanno segnato il passo di questa importantissima forma di comunicazione, dalla comparsa dell’uomo sul pianeta fino ai giorni d’oggi.

In questa prima parte partiremo dalla preistoria fino all’era moderna, ovvero fino alla comparsa dei primi strumenti di proiezione.

Nella seconda parte, che verrà trattata nel prossimo articolo, partiremo dai proiettori  fino ad arrivare alle ultimissime tendenze in termini di presentazione che sfruttano la  video collaboration come le lavagne multimediali interattive.

Le prime presentazioni: dalla preistoria agli Egizi

I graffiti furono i primi esempi di presentazione, che avevano come obiettivo quello di lasciare ai posteri le esperienze che avevano vissuto gli uomini preistorici. Consistono in disegni molto stilizzati, per lo più raffiguranti scene di caccia, che venivano impresse sulla roccia tramite pietre appuntite o pitture colorate derivate da essenze naturali estratte da bacche o frutti.

Con la comparsa di civiltà più evolute come quella Sumera, Babilonese ed Egizia le rappresentazioni sono diventate un po’ più accurate e dettagliate, aggiungendo colori e forme di scrittura primitiva che accompagnavano le illustrazioni grafiche come, ad esempio, i geroglifici.

Anche i soggetti delle presentazioni si sono evoluti, da semplici scene di caccia a rappresentazioni della vita quotidiana e religiosa ma, anche scene di battaglia e riti funebri che accompagnavano le famiglie dei reali nell’aldilà.

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La presentazione dal Medioevo all’era moderna

Le forme di presentazione dai tempi antichi all’era moderna che possiamo far partire dal XIX secolo, non hanno goduto di evoluzioni sostanziali se non nei supporti e nei materiali che venivano utilizzati come ad esempio i mosaici o le vetrate colorate utilizzate negli edifici religiosi come chiese e cattedrali.

Le vetrate colorate erano utilizzate per rappresentare delle storie di eventi in sequenza e possiamo considerarle a giusto titolo i primi esempi di slides dei tempi antichi.

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Le prime LAVAGNE

Il XIX secolo ha introdotto un’importante evoluzione nella storia della presentazione. Compaiono infatti le prime lavagne che attraverseranno il secolo XX e verranno utilizzate fino ai giorni nostri. Chi non ricorda quando, ai tempi della scuola, venivano chiamati alla lavagna a svolgere il “famigerato esercizio di matematica” ?

Le lavagne si sono evolute anche negli ambienti accademici e scientifici, quando cominciarono ad essere utilizzati degli enormi tabelloni per rappresentare funzioni matematiche, grafici e disegni molto lunghi e complessi.

Tuttavia le lavagne presentano alcuni svantaggi, primo fra tutti quello che il relatore deve scrivere, cancellare e riscrivere più volte, tutto in tempo reale e, in quel momento, non può concentrarsi sul discorso e volgere lo sguardo al pubblico, oltre al fatto che, se si usano i gessetti c’è anche il problema dello sporcarsi le mani o peggio…di finirli.

Per quanto riguarda poi i tabelloni, viste anche le dimensioni, spesso veramente imponenti, costringevano i relatori a veri e propri esercizi fisici e di equilibrio che non aiutavano certo la concentrazione, come nell’esempio curioso della foto seguente.

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L’era della PROIEZIONE: le LAVAGNE LUMINOSE e i PROIETTORI di DIAPOSITIVE

Nella seconda metà del 20° secolo, due tecnologie hanno guadagnato contemporaneamente popolarità, qualitativamente diverse dalla lavagna ed hanno permesso di proiettare immagini su uno schermo: le lavagne luminose e i proiettori di diapositive.

Vediamo come funzionavano questi due dispositivi.

Le LAVAGNE LUMINOSE

La lavagna luminosa proiettava sullo schermo immagini stampate su pellicola trasparente. Già a metà del secolo scorso le macchine da scrivere venivano utilizzate per la scrittura su carta ma, i grafici, i diagrammi e le illustrazioni dovevano essere disegnati a mano e le immagini dovevano essere incollate su carta e poi copiate su una pellicola di acetato, il cosiddetto “lucido”.

La pellicola, in fogli o in rotolo continuo, veniva posta dal relatore sulla superficie della lavagna luminosa e, l’immagine veniva illuminata dal basso da una lampada ad alta potenza. 

La proiezione avveniva tramite un sistema a specchi posizionato sopra che proiettava l’immagine su un telo o su una parete bianca. L’immagine risultava così ingrandita di 10 o 20 volte permettendo la lettura anche a distanza e visibile da più persone.
Uno degli svantaggi delle lavagne luminose era che le proiezioni erano in bianco e nero, principalmente composte di solo testo in quanto disegni, diagrammi e immagini richiedevano una preparazione lunga e manuale.

Inoltre le presentazioni dovevano essere svolte al buio quasi completo, cosa che rendeva difficile il contatto visivo fra pubblico e relatore.
Il vantaggio principale di questa tecnologia è che il docente non veniva più distratto dalla storia per scrivere o semplicemente interrompersi per sostituire i gessetti, come nel caso della lavagna tradizionale, per cui il discorso risultava più fluido e coinvolgente.

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Arriva il COLORE: i PROIETTORI di DIAPOSITIVE

Nell’era della proiezione un bel salto in avanti si fa con l’avvento dei primi proiettori di immagini su diapositiva.

Il concetto è molto simile alla lavagna luminosa ma, la vera rivoluzione, sta nel fatto che le immagini, per la prima volta possono essere anche a colori e vengono inserite in supporti standard formato 24x35mm contenenti una pellicola fotografica o una lastra di vetro speciale. Il funzionamento si basa sempre su retroilluminazione che, attraverso un obiettivo fotografico ed un dispositivo di messa a fuoco, consente la proiezione su una parete bianca o su un telo speciale.

La grande comodità dei proiettori di diapositive era che le immagini potevano essere cambiate semplicemente agendo su un telecomando a filo o, nei dispositivi più evoluti, da un sequenziatore temporizzato, potendo anche lavorare su oltre 80 diapositive alla volta.

I grossi vantaggi dei proiettori di slides erano che, finalmente, si potevano ottenere presentazioni di qualità con l’ausilio fondamentale del colore, delle immagini e di semplici diagrammi. L’attenzione del pubblico si spostava sempre di più sui contenuti e sul relatore piuttosto che sulle capacità dello stesso di sintetizzare velocemente e senza intoppi dei concetti sulla lavagna, cosa non sempre alla portata di tutti.   
Pur tuttavia questo tipo di dispositivi presentavano ancora degli svantaggi.

Sebbene la qualità delle presentazioni fosse migliorata con l’introduzione del colore, c’erano delle difficoltà nella creazione di diagrammi complessi, magari legati a testi articolati e, non c’era nessuna possibilità di animazione all’interno della stessa diapositiva. Sia i cosiddetti lucidi che le diapositive dovevano essere preparati da persone esperte in tecniche fotografiche e tipografiche e richiedevano tempi lunghi di montaggio, rendendo le presentazioni più coinvolgenti ma anche costose.

In definitiva questo tipo di presentazioni erano riservate a pubblici numerosi e dovevano servire più per stupire con effetti speciali che per supportare un racconto, essendo ad esclusivo appannaggio di organizzazioni che potevano disporre di budget considerevoli.
Una fra le aziende che si può considerare fra i precursori in questo campo è la IBM che, già dalla fine degli anni ‘50, usava queste tecnologie spinte ai massimi livelli, per quei tempi, di cui vediamo alcuni esempi.

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Conclusione “Storia della Presentazione” – Parte 1

Avere un supporto comunicativo è sempre stata un’esigenza per chiunque si volesse cimentare nel raccontare una storia, sia in ambito lavorativo che privato, per trasmettere più facilmente idee e concetti e per fare in modo che rimangano impressi nella mente di ascolta.

Ricordate che la mente ricorda molto più facilmente le immagini che le parole e quindi, gli strumenti audiovisivi sono una parte fondamentale per il successo di una presentazione: sia per un pubblico numeroso che per una riunione di poche persone.

In questa 1^ parte della “Storia della Presentazione” vi abbiamo voluto raccontare come le immagini siano state, fin dall’antichità, essenziali per imprimere concetti fondamentali, date, nomi, e come questa tecnica si sia evoluta fino alle più recenti tecnologie che ci hanno permesso, pur con qualche limite, di creare presentazioni efficaci di immagini abbinate a testi con l’ausilio del colore.

Nella 2^ Parte della “Storia della Presentazione” vedremo come, a partire dagli anni ‘90 ad oggi, le tecnologie si siano evolute rapidamente con l’avvento di POWERPOINT® e dei PROIETTORI MODERNI DIGITALI, per arrivare alle innovative ed avanzatissime LAVAGNE INTERATTIVE MULTIMEDIALI e LIM, vero concentrato di tecnologia, che aggiungono un ingrediente fondamentale alla semplice presentazione: l’INTERATTIVITA’ e la COLLABORATION.

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